Milano Fashion Week: il meglio dalle passerelle

La Milano Fashion Week rappresenta con orgoglio uno dei pochi campi in cui l’Italia è ancora viva e al passo con i tempi: la moda. Per di più si tratta di uno dei pochi momenti dell’anno in cui un po’ tutti (per fortuna o purtroppo) possono sentirsi delle star per qualche giorno indossando davvero di tutto come abbiamo potuto notare dalla grande quantità di servizi, per lo più sarcastici, sulla moda (non-moda) delle strade di Milano durante questo evento. Ma quella non è la vera Milano Fashion Week, come potrete constatare a breve.

Si è tenuto dal 24 al 29 Febbraio, ovviamente a Milano, l’evento italiano più cool dell’anno che ci ha mostrato alcune delle nuove collezioni femminili Autunno-Inverno 2016/17 di marchi molto noti (Gucci, Prada, Roberto Cavalli, Dolce & Gabbana, Versace, Giorgio Armani e chi più ne ha più ne metta) ed altri invece proposti da giovani stilisti.

Riuscire a trovare un leitmotiv e soprattutto riuscire a fare una selezione tenendo presenti tutte le sfilate è certamente un’impresa ardua ma proveremo comunque ad indicare il meglio di questa Milano Fashion Week. Vogliamo nuovamente sottolineare che, data l’abbondanza di materiale un ruolo importante è giocato dall’effetto ”colpo di fulmine” e ovviamente, ancor di più che in altri casi, dal gusto personale: insomma ci troviamo davanti a un gran numero di sfilate di altissima qualità. E questo ci fa piacere.

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Versace gioca in casa osando molto di meno che in precedenza per la sua collezione ma in questo caso è assolutamente un benemolti marchi nell’ultimo periodo si stanno omologando alla moda kitsch che fa dell’eccesso il suo punto forte. Versace no. La donna lavoratrice, forte e intraprendente del marchio riesce ancora una volta, tra un incidente sexy e l’altro (Hey Gigi!), a colpire per la sua coerenza.

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Abbiamo deciso di inserire la nuova collezione di Jeremy Scott per Moschino proprio dopo le creazioni di Versace per far notare la contraddittorietà della moda, si passa dall’eleganza al trash in un batter d’occhio ma, non si puo’ negare, Jeremy Scott è probabilmente l’unico stilista che attualmente riesce ad unire queste due facce del fashion (così come del mondo) in un unica collezione ottenendo un risultato ineguagliabile. La donna in fumo ammicca al gothic e, senza privarsi di tonalità accese, colpisce e si fa ricordare.

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Quella di Luisa Beccaria è una sfilata particolare che non abbandona la nota vintage e delicata, che ha sempre caratterizzato il marchio, ma la rinnova osando maggiormente con i colori o meglio con la loro carica: gli effetti cromatici pesantemente lucenti o al contrario opachi, contrastano meravigliosamente con le linee soft e dal sapore rinascimentale. Non mancano ovviamente colori e tessuti più tradizionali con le solite trasparenze delicatamente femminili. Siamo pur sempre davanti a creazioni di Luisa Beccaria.

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Laura Biagiotti vince il premio per la varietà: è praticamente impossibile trovare qualcosa che non piaccia in tutta la linea. Apprezziamo davvero molto i richiami da mosaico (che possono vagamente ricordare l’arte di Klimt) della prima parte della sfilata, dobbiamo dire che alla fine una certa disorganicità è facilmente percepibile ma il tutto non spaventa, anzi. Da segnalare un certo ”richiamo” ad una nota linea commerciale di Desigual che sembra davvero aver contaminato molte passerelle quest’anno:

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Chiude questa nostra selezione Salvatore Ferragamo. Il nero più profondo viene tagliato da giochi di luce grazie ai materiali o da accostamenti cromatici intensi che riportano in vita accostamenti forse un po’ datati come quello tra fuscia e rosso, non vengono perse le classiche strisce che creano nel loro design apparentemente confuso una precisione impeccabile tipica di Ferragamo.

 

 

 

 

 

 

 

 

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